dipendenze affettive

Dipendenze affettive, amore e attaccamento

Elisa Pasquini Ben-essere umano, Il mio blog Leave a Comment


Dipendenze affettive: quanto le relazioni possono intossicare l’anima e il corpo?

Frequentare persone e luoghi familiari permette al nostro sentire di trovarsi al sicuro. Ma non sempre è così. Capita infatti che per paura di fronteggiare un cambiamento di vita, decidiamo di rimanere in zone di confort emotivo scarsamente potenzianti e altamente tossiche.

Da questi contesti, non traiamo la linfa giusta per procedere e aprirci a nuove possibilità, e seppure talvolta ci è chiaro che stiamo intrattenendo relazioni condizionanti, ci sentiamo impotenti nel modificare le cose voltando rotta. Ciò accade molto spesso quando si persegue timorosamente il proprio obiettivo di vita, legandosi in maniera simbiotica a determinate persone e credendo che siano il fulcro attorno al quale si sviluppa e matura l’esistenza personale. Tuttavia, l’inquietudine sale, divenendo sottofondo sonoro che intona la quotidianità.

Come attenuare le dipendenze affettive?

Partendo dalla consapevolezza che “io per sentirmi stabile” lo faccio sempre a partire dallo sguardo dell’altro, dalla sua approvazione, dal suo giudizio, dalla sua presenza o addirittura, in qualche caso, dalla sua assenza. Sono questi i modi attraverso i quali ognuno di noi riesce a trovare la sua posizione emotiva nel mondo. L’altro è sempre integrato nel nostro panorama di percezione e sentire, poiché contiene informazioni preziose che parlano di noi. Per questo, per quanto a livello razionale possiamo credere di essere autori del nostro percorso di vita, capaci di ogni cosa, non sempre a livello profondo siamo liberi da quei vincoli emotivi invisibili che ci ostacolano, rendendo il cammino più arduo da seguire. I nostri legami affettivi ci direzionano, agendo su di noi nel bene e nel male.

I bisogni profondi dell’anima

Quante volte evitiamo di compiere qualcosa per noi importante per paura di deludere chi amiamo? Amore e attaccamento non sono una cosa sola ma due entità separate, reciprocamente antagoniste. Sebbene l’attaccamento sia funzionale e arricchisca la nostra vita, facendoci godere di profondi momenti di gioia, può essere fonte di sofferenza nel momento in un cui ci impedisce di portare a realizzazioni i nostri desideri più profondi. Per questo, scegliamo di rimanere in situazioni relazionali altamente tossiche, perché il risvolto della medaglia causerebbe sofferenza, non essendo coscienti che, in realtà, stiamo già sentendo dolore per esserci preclusi la possibilità di battere la via dei bisogni profondi dell’anima.

Quando non assecondiamo la spinta evolutiva che chiama a lasciare il vecchio, quando proibiamo a noi stessi di essere ciò che realmente siamo o quantomeno di provarci, non permettiamo alle nostre emozioni  di fluire liberamente, ma al contrario inneschiamo un processo tale per cui si sedimentino in blocchi di un sentire scomodo che pian piano si annida nei comparti somatici, causando malessere a tutti i livelli.

E il corpo parla sempre di noi, divenendo emanazione della gioia o dell’insoddisfazione di una vita, il luogo in cui si esprimono i vissuti della mente e dell’anima. Non cogliere il nesso che esiste tra mondo interiore e universo corporeo diventa un fattore altissimo di rischio per l’insorgenza di moltissime patologie che sembrano giungere nella nostra vita come fulmini a ciel sereno.

Il corpo diventa, quindi, a lungo andare, il luogo di espressione dell’irrequietezza interna, vissuto come un mezzo per regolare le dinamiche di relazione con le figure eccessivamente significative, un portale verso il senso più profondo della vita, espressione del flusso delle emozioni e dei pensieri.

Come contrastare le sensazioni da dipendenze affettive

Prendere coscienza di queste dinamiche ci consente di recidere quei fili invisibili che bloccano la nostra massima autenticità. Infatti, tanto più saremo legati e ci faremo orientare dal giudizio e da ciò che gli altri credono di noi, tanto più permetteremo all’esterno di condizionare il nostro cammino verso direzioni che non rispecchiano la nostra vera natura. L’amore per se stessi è ciò che permette di recidere le forti funi dell’attaccamento, di vivere serenamente le relazioni e le esperienze che la vita ci riserva. Amore che assolve la sua funzione di guarigione solo quando diventa un vissuto sano, che non ci inchioda al rapporto con l’altro, ma permette di viverlo nella maniera più libera per favorire la crescita e l’evoluzione.

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