La Malva sylvestris e i suoi tanti e straordinari impieghi

La Malva sylvestris e i suoi tanti e straordinari impieghi

Pianta erbacea biennale o spesso perenne, con una radice a fittone, bianca, turgida e carnosa: la Malva sylvestris è la malva più utilizzata in erboristeria e farmacologia rispetto ad altre varietà come la Malva alcea.

L’altezza può raggiungere il metro ma la pianta può svilupparsi sia in verticale che in orizzontale, sul terreno. Si trova in pratica in tutta Italia, ma è più comune nella zona mediterranea e nelle zone pedemontane anche se non è raro trovarla anche a mille metri sull’Appennino centrale o nella piana catanese. Cresce soprattutto in terreni erbosi incolti. I periodi ideali di raccolta sono diversi.

Le foglie si raccolgono da giugno a settembre inoltrato, i fiori da maggio fino ai primi di ottobre, avendo cura di reciderli in bocciolo o al massimo appena aperti, preferibilmente la mattina quando la concentrazione dell’essenza è all’apice.

malva

Sia le foglie che i fiori si possono conservare essiccati ma, mentre le foglie si possono conservare in sacchetti di tela in luoghi asciutti, i fiori vanno conservati in vasi di vetro a chiusura ermetica e in luogo buio.

Proprietà della malva

I fiori e in particolare le foglie  sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo e vengono usati spesso in Naturopatia.  Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso che le proteggono da agenti irritanti.

Per questo motivo, l’uso della malva è indicati contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare, sfiammare il colon e l’intestino e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l’eliminazione.

Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato per bambini, anziani ed in gravidanza.

Inoltre contribuisce a guarire da vaginiti, faringiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti ma aiuta anche i reni e tutte le vie urinarie.

Controindicazioni

La malva è un rimedio che non presenta nessun tipo di controindicazione, purchè non se ne abusi o non si sia a conoscenza di intolleranze verso i principi costituenti la pianta quali la malvina e la malvidina. 

Cosa ci si può fare con la malva?

  • Il decotto: di tradizione antichissima è il classico rimedio per tossi, raffreddori, costipazioni e infiammazioni intestinali.

Come si fa?
Far sobbollire per 5 minuti 3 grammi di malva essiccata, fiori e foglie, in 100 ml di acqua naturale. Questo decotto può essere consumato anche freddo fino a 2-3 porzioni al giorno.

Il decotto bevuto al mattino aiuta a liberare anche le vie intestinali.

Che altro si fa col decotto?


Si può aggiungere all’acqua del bagno un cucchiaino di bicarbonato di sodio e 100 ml di decotto di malva, che può essere conservato anche in frigo fino a 7 giorni.
Particolarmente utile per pelli sensibili, screpolate oppure scottate dal sole per sfruttare al meglio le proprietà emolienti della pianta.
Con il decotto, una volta raffreddato, si può trovare beneficio mediante gargarismi per l’infiammazione alla gola, o mediante lavande in caso di irritazioni vaginali.

Lo spazzolino da denti con la malva

Pitagora scrisse di amare molto la malva come verdura cotta ma chissà se usava anche lo spazzolino di malva, molto diffuso tra i suoi contemporanei. Per ottenere questo spazzolino usa-e-getta perfettamente biodegradabile, basta prelevare una radice di malva, pulirla bene e schiacciarla da un lato. La radice di malva, non solo si sfilaccia in modo ottimale per la pulizia dei denti, ma ha anche proprietà antinfiammatorie utili a chi soffre di gengiviti.

La malva in cucina

La malva, diventando piuttosto mucillaginosa in cottura, permette di fare delle ottime creme e vellutate anche con quei legumi che sono per natura più asciutti. Inoltre, grazie alle sue proprietà blandamente lassative e protettive del tratto gastrointestinale, contribuisce a renderli più digeribili.

Una ricetta: vellutata di piselli

Ingredienti:

  • 250 g di piselli verdi spezzati
  • 1 piccola carota
  • 1 piccola cipolla
  • 1 pezzetto di sedano
  • 1 spicchio di aglio olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio di aglio olio extravergine di oliva
  • 1,5 l di brodo vegetale
  • 200 g di fiori e foglie di malva freschi

Procedimento:

  • Ammollare i piselli spezzati per 4 ore.
  • Sciacquarli e versarli in un tegame in cui si sarà fatto soffriggere in poco olio un battuto di carota, cipolla, sedano e aglio.
  • Farli rosolare per 2 minuti e coprire tutto con il brodo vegetale.
  • Aggiungere i fiori e foglie di malva, lasciandone alcuni per la decorazione finale.
  • Cuocere a fiamma moderata per 50 minuti.
  • Al termine della cottura, ridurre in crema utilizzando un frullatore a immersione.

Buon Appetito!

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