Mancanza di vitamina D in quarantena

Mancanza di vitamina D in quarantena

Quando manca il sole o quando sei costretto a stare in casa soffri la mancanza di vitamina D

La Mancanza di vitamina D è un problema molto diffuso nelle società occidentali industrializzate. Si tratta di un problema serio che può costituire complicanze gravi tanto quanto un’epidemia e che va a colpire maggiormente i soggetti più sensibili della popolazione come anziani e bambini.

Oggi più che mai si è sentito parlare di quanto la vitamina D possa aiutare a contrastare il Covid-19. Esiste infatti uno studio fatto dall’università di Torino, riportato in un articolo di Grenme, che parla appunto degli effetti positivi che la vitamina D ha avuto sui malati di Covid-19.

Mancanza di vitamina D: come ce la procuriamo?

L’approvvigionamento di questa vitamina avviene essenzialmente attraverso l’esposizione della pelle ai raggi solari UVB.
Al giorno d’oggi per molti è quasi impossibile assimilare una corretta e costante dose di sole durante l’arco dell’anno ed ora che siamo in quarantena la questione si complica ulteriormente.

Per anni è stata fatta anche una battaglia al sole dai dermatologi perché i danni del sole porterebbero ad un invecchiamento precoce della pelle ed anche in molti casi ad un tumore.
La maggior parte delle persone occidentali, inoltre, vive e lavora in ambienti chiusi e non espone mai il proprio corpo all’aria. Ora che la possibilità di prendere aria ci è stata tolta, il nostro corpo che ha finito le scorte fatte in estate comincia ad essere in forte carenza di questa fondamentale vitamina.

Perché la Vitamina D è così importante?

Una mancanza grave di vitamina D dell’adulto può portare a patologie come la parodontite, l’osteoporosi, la fibromialgia, il dolore cronico, il diabete (sia di tipo I che II), la sclerosi multipla, il deterioramento cognitivo senile, l’asma e molte altre malattie tra cui diciassette diversi tipi di cancro. Nel bambino è invece conosciuto da molto tempo, come conseguenza di carenza grave di vitamina D, il rachitismo.

La vitamina D, insomma, è un costituente basilare di parecchie funzioni fisiologiche dell’organismo.

La vitamina D è assimilabile ad un ormone, che interviene in molteplici trasformazioni enzimatiche e biochimiche (per esempio allevia l’insulinoresistenza) e le cellule ne hanno bisogno per funzionare correttamente.

A tale proposito potresti leggere il mio articolo sul perché le stagioni influenzano il nostro stato emotivo.

Perché la vitamina D è così importante in inverno?

Molti studi hanno notato che le epidemie di influenza invernali coincidono con il picco di massima carenza della vitamina D nell’essere umano.
Infatti d’estate, attraverso l’esposizione solare, la vitamina D in eccesso viene immagazzinata nell’organismo e poi riutilizzata in tempi di carenza ambientale ovvero in autunno e inverno.
Alle nostre latitudini, infatti, non è possibile, nemmeno esponendosi al sole, assimilare il dovuto quantitativo di vitamina D nei mesi che vanno da novembre a marzo compresi per via dell’inclinazione del sole e della sua distanza dalla terra.
Quindi, d’inverno, l’unica fonte di approvvigionamento che abbiamo nel nostro Paese è costituita dagli integratori o, per chi volesse osare, le lampade abbronzanti, che hanno però effetti collaterali d’altro tipo per cui non ne consiglio l’uso se non volete avere danni peggiori.

Quali integratori usare d’inverno?

Un buon integratore a base di vitamina D3, la forma più assimilabile e meno tossica, può essere di grande aiuto per garantire le quantità necessarie a passare l’inverno incolumi.
La D2 , che ritroviamo in molte preparazioni, non è adatta in quanto molto meno efficace nel far risalire i livelli di vitamina D nell’organismo.
Inoltre la vitamina D2 è considerata più pericolosa rispetto alla D3, dato che con essa sono stati riportati più casi di sovradosaggio e tossicità.

Quanto devo usarne?

Le quantità giornaliere di una eventuale integrazione di D3 vanno dalle 2000 UI (Unità Internazionali) al giorno alle 4000 o anche 5000 UI al giorno.
Non si devono temere conseguenze o effetti collaterali tossici da sovradosaggio quindi potete pure abbondare in questo momento.
Basti pensare che è sufficiente mezz’ora in spiaggia in costume al sole estivo in pieno giorno per assimilarne circa 20.000 Unità.
L’ideale, per chi può, è quindi farne una gran scorta d’estate, per essere più resilienti durante i lunghi mesi freddi invernali.
Per chi ha problemi a stare al sole vi consiglio di usare un integratore di vitamina D3 tutto l’anno.

Quali alimenti integrano la vitamina D?

Gli alimenti a base di vitamina D aggiunta sono: latte di soia, latte vaccino, cereali da colazione.
I cibi che la contengono naturalmente: olio di fegato di merluzzo, vari tipi di pesce, uova, latte, funghi, formaggio.
Almeno che non decidiate di fare incetta di olio di fegato di merluzzo, la quantità di vitamina D ingerita con gli alimenti è davvero molto bassa!

Quindi sole e integratori ad oggi rimangono l’unica fonte valida.

Quanto sole basta per fare incetta di vitamina D?

Gli studi sono controversi, però a quanto pare basterebbe mettersi al sole il tempo necessario per diventare un po’ rossi più volte alla settimana. Ora che siamo a casa se abbiamo un balcone sforziamoci di prendere un po’ di sole al giorno! Giusto per fare un po di riserve in più!
Quando potremo uscire di casa cerchiamo di stare chiusi il meno possibile e di esporci al sole con gradualità ma, mi raccomando, non scordiamoci la crema solare!

Consigli per l’acquisto in caso di Mancanza di vitamina D

Vitamina D3 1000 IU è un concentrato di Vitamina D molto valido. Si tratta di un’integratore alimentare che non si intende come sostituto dei pasti.

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