Sara di Crescenzio: il ben-essere del cane passa dal rispetto

sara di crescenzo

sara di crescenzio

Classe ’82, entusiasta per natura ed assolutamente cane-dipendente. Mi occupo prevalentemente di formazione, orientamento e counseling. Insegno inglese, ho iniziato a scrivere un blog, lavoro nell’ambito degli IAA (interventi assistiti da animali) e sono educatore cinofilo.



Sebbene abbia scelto di non praticare la professione, mi tengo costantemente aggiornata e – ovviamente – condivido la vita con due meravigliosi cani.

Sara si descrive come innamorata dei cani tramite il concetto di “daimon
dello psicanalista James Hillman e dello scrittore Philip Pullman.”…nel primo caso si tratta di un compagno che ci ricorda che non siamo venuti al mondo vuoti. Nel secondo è la manifestazione fisica dell’anima che ha sembianze animali e che ci accompagna sempre.”

“Vi lascio solo immaginare il mio disappunto quando ho scoperto che il mio patronus non era un cane, bensì un delfino (solo per veri Potterheads). Insomma, sono tante cose. Sono soprattutto quella ragazza che passa le ore in silenzio ad osservare i propri cani, i tramonti e gli alberi. Sono una ragazza che non finisce mai di meravigliarsi di quanto la natura sia assolutamente straordinaria.

Tempo fa abbiamo parlato con Chiara Bramato degli errori più comuni che si commettono nella gestione del rapporto con il nostro cane. Qual è la tua opinione?

sara di crescenzio

Beh, tanto per cominciare, ci tengo a precisare che io sono la prima a commettere una miriade di errori. Parlarne non ha assolutamente una funzione accusatoria, bensì è un modo per confrontarsi e per imparare. In ogni caso, credo che il primo errore sia quello di umanizzarli e di attribuire loro responsabilità e sentimenti che non gli appartengono.

Non umanizzarli, però, diventa difficilissimo senza l’adeguata comprensione di chi o cosa abbiamo davanti. Commettiamo anche un altro errore, quello cioè di trascinare i cani ovunque senza tenere conto delle loro necessità. Vedo spesso cani in situazioni di grossa difficoltà nei centri commerciali o nei ristoranti. Onestamente provo un grosso dispiacere per il cane e per l’umano perché viene meno un aspetto importante della relazione: il rispetto.

Sara di Crescenzio mi parla poi di alcuni esempi in cui è giusto o è sbagliato portare il cane ovunque con sé, specie in situazioni affollate. Ci capita spesso di vedere cani posti affollati che manifestano un certo disagio. Questo errore rientra tra quelli che riguardano dell’umanizzazione che imponiamo al nostro cane come anche il discorso delle aspettative, che come dice Sara, ” è la più annosa delle questioni all’interno di ogni relazione“.

Ecco perché non bisogna aspettarsi miracoli da “un pacchetto da dieci lezionio arrabbiarsi se il cane si comporta in modi che non controlliamo. Solo imparando a riconoscere le sue esigenze possiamo integrarle alle nostre e vivere una relazione equilibrata.

Ecco, diciamo che sarebbe importante iniziare questa relazione senza aspettative. Bisogna sentirsiliberi di scoprire chi è veramente il cane che ti cammina di fianco (o davanti, o dietro o a qualche metro di distanza).

Abbracciare il cane: si, no, perché?

Mi ha incuriosito un articolo in merito agli abbracci ai cani e l’ho sottoposto anche a Sara. La sua risposta è un po’ diversa da quella di Chiara, ma fondamentalmente il parere è lo stesso.

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Beh, che dire, se lo dice la scienza tendenzialmente mi fido. Tuttavia mi sento di dissentire non tanto sui risultati dello studio, quanto sul metodo.Coren ha deciso di analizzare soltanto delle foto prese a caso su internet e credo che sarebbe stato più corretto osservare le interazioni dal vivo.

Lungi da me fare le pulci ad uno studioso di tale calibro, ma credo che certe risposte non si evincano da una foto. Il cane conosce la persona che lo sta abbracciando? Come è avvenuto l’abbraccio? Ho letto che questo studio è nato in seguito ad un episodio avvenuto durante un intervento assistito da animali (IAA).

In questo ambito credo che sia assolutamente doveroso spiegare il giusto approccio nei confronti del cane e quindi vietare gli abbracci motivando la richiesta. Non mi permetterei mai di abbracciare un cane che non conosco. Con i miei è diverso, non è come una morsa da cui non possono liberarsi.

Accessori per cani: utili o inutili?

Io credo sempre nelle mezze misure. Un cane super accessoriato è troppo. Un cane con il giusto equipaggiamento sta bene. Sara mi risponde…

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Oddio che domanda difficile. Sei proprio sicura di volere la risposta di una che fa shopping compulsivo su tutti i siti specializzati?!? Cioè come faccio a non consigliare ottomila tipi diversi di collari e pettorine?!?

Partirei dall’ABC: collare, medaglietta, perttorina e guinzaglio per passeggiare in comodità. Adoro i prodotti della Hurtta perché offrono guinzagli di varie lunghezze con una comodissima maniglia in neoprene ed anche diversi modelli di pettorine. So che su quest’ultimo oggetto ci sono pareri discordanti in giro. Personalmente cerco di variare i modelli in maniera tale che i cani non subiscano sfregamenti o pressioni negli stessi punti.

Tra gli oggetti essenziali rientrano antiparassitari su consiglio del veterinario, spazzola, tagliaunghie, cibo, tutto l’occorrente per trasportare il cane in sicurezza, cuccia e ciotole. Le sue preferite sono in ceramica.

Quanto ai giochi…

…devo ammettere che i miei cani si divertono molto di più con le bottiglie di plastica. Tutti quei bei giocattoli pelosi e colorati forse piacciono più a me che a loro. Se si pratica qualche attività sportiva con il cane invece, quei giochi lì sono proprio fondamentali. In ogni caso, basta un po’ di osservazione, i nostri cani sanno comunicarci perfettamente cosa piace loro e cosa no.


▻ Nome: Sara di Crescenzio
▹ Professione: Orientamento & Counseling presso saradicrescenzio.it
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“Il complimento più grande che mi è mai stato fatto fu quando uno mi chiese cosa ne pensassi, ed attese la mia risposta.”  H. D. Thoreau
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