Floriterapia: in quanto tempo fanno effetto i Fiori?

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La floriterapia ha tempi personali

La terapia con i Fiori di Bach, cioè floriterapia, ha tempi individuali che dipendono dalla nostra storia personale. La società in cui viviamo impone senza dubbio un ritmo frettoloso alla maggior parte delle nostre attività. Viviamo immersi come in una sorta di Impatiens globale. Credo che quasi tutti, forse per contagio o forse per istinto di sopravvivenza, ci rassegniamo o ci abituiamo a questo ritmo sostenuto che pervade tutto, anche la floriterapia.

Questa fretta condiziona la richiesta del cliente e la visione del floriterapeuta

Per quanto riguarda il primo, cioè il cliente, il floriterapeuta può tentare di controllare la sua impazienza attraverso un’equilibrata gestione delle aspettative. Questo implica che il floriterapeuta dovrà essere in grado di fornire informazioni sincere, oneste ed obiettive sulla terapia floreale.

Quando comincerò a notare l’effetto della floriterapia?

Una delle domande più frequenti che ogni floriterapeuta si sente rivolgere è: «Quando comincerò a notare l’effetto dei fiori?». Nel caso di un’emergenza, come per esempio un esame per il quale abbiamo prescritto una formula rapida, possiamo prevedere che l’effetto si verificherà in modo immediato. Se invece si tratta di una tematica di fondo, i tempi ovviamente possono essere variabili. La strategia che consiglio è la seguente: comunicare al cliente che gli incontri successivi saranno fissati alla distanza di tre o quattro settimane l’uno dall’altro e che dopo circa tre mesi parte dell’incontro sarà utilizzata per fare una valutazione generale del percorso fatto.

Detta valutazione potrà suddividersi in tre parti.

Nella prima parte il cliente farà un bilancio dei risultati raggiunti dall’inizio del percorso. Durante la seconda il floriterapeuta condividerà con il cliente le proprie conclusioni. Mentre nella terza il cliente spiegherà al floriterapeuta come si è sentito durante l’accompagnamento, se è soddisfatto di come si sta svolgendo il suo processo o se sente che manca ancora qualcosa. Quest’ultima parte è una valutazione del lavoro del floriterapeuta. Al fine di realizzare correttamente il bilancio descritto, è opportuno che fin dal primo incontro vengano individuati e fissati gli obiettivi che si desidera raggiungere.

La floriterapia è un processo, non un fatto

Si deve stabilire una meta verso cui puntare lo sguardo, evitando che il processo floriterapeutico vada alla deriva. Il floriterapeuta dovrà gestire al meglio le aspettative del cliente evitando così di ridurre la floriterapia ad una sorta di “degustazione” di un flacone di Fiori di Bach il cui esito peraltro sarà decisivo per la continuazione o meno del processo floriterapeutico da parte del cliente.

Nella mia esperienza ho riscontrato che spesso sono gli stessi terapeuti a comportarsi in modo impaziente Infatti accade di frequente che, quando il cliente viene al secondo consulto, se i risultati riscontrati non sono spettacolari, il floriterapeuta si scoraggia e sottopone la formula utilizzata a un rigoroso esame. Questo comportamento da parte del floriterapeuta può essere dovuto per esempio alla sua insicurezza da principiante, oppure a lacune nella sua formazione didattica, o all’incapacità di gestire in modo adeguato la pressione psicologica esercitata dal cliente, o ad altre cause.

Le essenze floreali non agiscono come antidoti…

…ma come catalizzatori e facilitatori delle risorse del cliente. Per queste ragioni, la funzione del floriterapeuta si limita a essere quella di colui che accompagna il senziente durante il suo processo di autoconsapevolezza, per una migliore gestione della propria vita. Esattamente questo: accompagnare e non risolvere, aiutare e sostenere questo processo di acquisizione di autocoscienza. I Fiori aiuteranno a rafforzare la persona al fine di sviluppare una migliore gestione delle proprie risorse attraverso una costante ricerca personale fatta di auto-ascolto dei processi che va conquistando.

In questo senso la funzione del terapeuta sarà quella di “accompagnare” in modo efficiente ed etico, non sempre facile perché richiede un buon livello di conoscenze e di sensibilità.

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