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Il Reiki e i momenti di transizione

Tutto scorre”

La vita è un rincorrersi di piccoli e grandi cambiamenti che possono farci perdere il senso di direzione e causare dolore, sofferenza, paura. Per fortuna non ci sono solo quelli ma è anche vero che quando siamo feriti, stanchi o provati è molto più difficile restare centrati e mantenere un atteggiamento positivo.

Se cerchi un aiuto naturale per affrontare un momento di transizione complesso, il Reiki può darti il sostegno di cui hai bisogno per ritornare a stare bene. Vediamo insieme di cosa si tratta e in che modo questa pratica energetica può aiutarti.

Il reiki e gli altri

Il Reiki si può praticare sugli altri o su sé stessi, per questo si parla di una pratica di guarigione o di auto-guarigione, per praticarlo su se stessi o sugli altri da soli bisogna aver intrapreso un percorso di formazione. Essendo Master Reiki posso anche fare corsi di Reiki di tutti i livelli.

Vuoi imparare a praticare Reiki o pratichi già e vuoi prendere i livelli successivi? Iscriviti alla lista di attesa per i corsi che partiranno in autunno inserendo il tuo nome e il tuo indirizzo email qui sotto:

 


 

Ti ricontatterò a settembre per darti tutte le informazioni necessarie.

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Che cos’è il Reiki e che cosa fa?

Il metodo Reiki nasce in Giappone nel 1865 ed è un sistema di guarigione che si basa sul principio dello scambio energetico. Attraverso le sue mani, il praticante di Reiki è in grado di incanalare l’energia che vivifica l’universo e usarla in modo terapeutico per donare benessere fisico, emotivo e spirituale.

Non ci sono prove scientifiche dell’efficacia del metodo Reiki. Tuttavia è uno dei sistemi di guarigione alternativi più diffusi ed è anche utilizzato con successo come supporto alle terapie tradizionali per alleviare disturbi fisici ed emotivi, aiutare le persone ad affrontare con serenità una malattia o facilitare la guarigione e il recupero dopo un intervento.

So cosa ti stai chiedendo, perché è una delle domande che gli allievi dei miei corsi fanno più spesso. Anche se questa disciplina ha origine nelle filosofie orientali e ha una base spirituale, la sua pratica non è associata a un culto o una fede specifica. 

Tutti siamo parte dell’universo e quindi tutti possiamo usare il Reiki per curare noi stessi, le persone che ci sono vicine, gli animali o le piante.

Per quali momenti di transizione è indicato il Reiki

Agendo sul piano energetico per promuovere l’armonia e il benessere generale, il Reiki non ha controindicazioni e può essere un aiuto prezioso per affrontare tutti i cambiamenti che ci sottopongono a forti stress fisici o emotivi:

  • Fine di una relazione
  • Gravidanza, parto e post-parto
  • Trasloco o trasferimento all’estero
  • Menopausa
  • Malattie croniche o terminali
  • Cambio di lavoro o nuovo indirizzo di carriera

Praticare il Reiki permette di attingere a una fonte di energia guaritrice e vitale sempre disponibile, per curare sé stessi e gli altri in modo naturale esattamente quando ce n’è bisogno.

In che modo il metodo Reiki aiuta nei momenti di transizione?

Tutto è collegato, nell’universo e anche dentro di noi, quindi canalizzare l’energia Reiki ha effetti positivi su tutti i livelli. Inoltre non ha controindicazioni e il metodo può essere usato in qualsiasi fase della vita.

Da un punto di vista fisico, i trattamenti Reiki aiutano ad alleviare i dolori anche cronici e i disturbi fisici anche di origine psicosomatica. Ma anche a contrastare i problemi legati alla gravidanza (nausee, emicranie, gonfiori e dolori vari) o agli sbalzi ormonali della menopausa.

Sul piano emotivo invece il Reiki aiuta a:

  • superare le paure ed accettare i cambiamenti
  • alleviare lo stress e l’ansia
  • ritrovare la serenità e le energie per creare e trasformarsi
  • rafforzare la connessione con sé stessi
  • eliminare i blocchi e favorire l’evoluzione personale.

Non ci sono percorsi di trattamento standardizzati perché il metodo Reiki, come tutte le pratiche energetiche e i rimedi naturali, ha l’obiettivo di guarire e far stare bene la persona nel suo complesso. Quando una persona si rivolge a un praticante di Reiki, il primo passo è sempre un colloquio per capire su quali nodi energetici è necessario lavorare per ripristinare l’equilibrio in base alla sua situazione specifica.

Il reiki e gli altri

 

 

Il Reiki si può praticare sugli altri o su sé stessi, per questo si parla di una pratica di guarigione o di auto-guarigione, per praticarlo su se stessi o sugli altri da soli bisogna aver intrapreso un percorso di formazione. Essendo Master Reiki posso anche fare corsi di Reiki di tutti i livelli.

 

 

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