
Il settimo chakra: caratteristiche e pietre associate
Giunti in cima del nostro ponte Arcobaleno, si arriva a Sahasrara, il “loto dai mille petali” che ci connette con il cosmo e con la
Molti si chiedono se la Cristalloterapia funzioni veramente, per questo sono qui a raccontarvi la mia verità dietro questa terapia e a sfatare eventuali miti e bugie.
La cristalloterapia è una disciplina olistica, che affianca quella tradizionale e non la sostituisce in nessun caso.
Mira all’armonizzazione dello stato emotivo, fisico e mentale dell’individuo e quindi al raggiungimento di uno stato di salute, intervenendo sui corpi sottili (da cui scaturisce la guarigione o la malattia) e prendendosi cura in maniera totale dello stato psicofisico e spirituale della persona.
Partiamo come sempre dal principio, dall’energia e dalla fisica quantistica per capire la cristalloterapia.
Grazie alle nuove scoperte della fisica quantistica, stiamo prendendo coscienza che esistono delle realtà che solitamente sfuggono alla nostra percezione quotidiana e sensoriale (almeno quella percepita con i 5 sensi ordinari).
Si tratta di vibrazioni ed energie che regolano la nostra vita, i campi elettromagnetici del nostro corpo e dei corpi ed oggetti che ci stanno attorno.
Non possediamo soltanto un corpo fisico, bensì diversi strati invisibili agli occhi che circondano il nostro corpo.
I nostri corpi sottili e il corpo fisico interagiscono con il mondo esterno (quella strana sensazione in cui veniamo attratti da qualcuno o qualcosa a pelle o invece in altre situazione ci sentiamo di scappare).
Giunti in cima del nostro ponte Arcobaleno, si arriva a Sahasrara, il “loto dai mille petali” che ci connette con il cosmo e con la
Salendo gli ultimi gradini della Kundalini, si arriva a Ajna, la sede della saggezza, il centro di comando del corpo sottile, infatti dal sanscrito si
Elevandoci verso i chakra superiori, troviamo Vishuddha, che significa “luogo puro”, “purificazione”, e rappresenta il ponte fra cuore e mente. In questo chakra risiede la
Esattamente a metà del ponte arcobaleno incontriamo Anahata, il cui nome in sanscrito significa “suono non causato”, ma anche “non colpito, non ferito, fresco e
Procedendo verticalmente lungo la Kundalini, incontriamo Manipura, il terzo chakra, che si traduce dal sanscrito come “città dei gioielli splendenti”: è qui infatti il luogo
Partendo dal primo chakra e seguendo l’energia ascensionale della Kundalini, incontriamo il centro Svadhisthana, termine che significa “dolcezza” o “dimora del sé”, che ci riporta
Muladhara è un termine sanscrito che significa “sostegno della radice”: rappresenta quindi le radici, le fondamenta, la sopravvivenza e il proprio corpo fisico. Parte dalla
La pietra di luna è un felpato potassico su cui, a causa della struttura interna lamellare, la luce incidente si rifrange. Questo fenomeno, nel caso
Il quarzo tormalinato è un cristallo di rocca contenete aghi di tormalina nera. Le sue proprietà terapeutiche perciò sono da intendersi simili a quelle della
I cristalli si formano secondo schemi ordinati nella disposizione degli atomi che li compongono (abito cristallino) e possiedono la capacità di assorbire ed emettere energia. Quando vengono a contatto con le vibrazioni del nostro corpo hanno la capacità di fornire la vibrazione corretta che porta a riequilibrare il disturbo.
Possiedono inoltre la capacità di intervenire sui nostri corpi sottili, liberando gli stessi ed i chakra dalle energie negative (dissonanti) che potrebbero aver accumulato, ripristinando l’armonia che presiede ad un buono stato di salute.
Per effetto della legge di risonanza simpatica, il nostro chakra vibra con i minerali e l’energia dei cristalli, ritrovando lo stato psicofisico ottimale. Per questo motivo alcuni cristalli sono più adatti di altri per trattare determinati disturbi, perché possiedono una vibrazione determinata dai minerali che lo compongono, dal suo colore e dal suo abito cristallino (struttura interna).
Vuoi sapere quali sono le pietre più comuni usate per la cristalloterapia?